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Che cos'è il fotovoltaico?
Il fotovolataico è una delle varie fonti di energia
alternative verso le quali si deve e si dovrà indirizzare la civiltà moderna
per centrare l'obbiettivo del vivere in modo sostenibile. Questa tecnologia
sfrutta la più imponente meno impiegata delle nostre fonti
energetiche, il sole, per la produzione di corrente elettrica in modo pulito.
Cenni storici.
L'idea di produrre energia elettrica sfruttando come
fonte energetica di partenza il sole nasce alla fine del 1800. In questo secolo
il fisico Becquerel, durante un esperimento, osservò che una pila al piombo era
in grado di produrre energia elettrica se esposta alla luce del sole. Il
progetto in seguito fu studiato da altri, tra i quali A. Einstein che nel 1905
spiegò il procedimento estendendone l'utilizzo all'impiego dei materiali
semiconduttori.
Il processo in breve... Il fenomeno, detto di conversione
fotovoltaica, consiste nella trasformazione diretta dell'energia solare
in energia elettrica mediante dispositivi a stato solido (le celle
fotovoltaiche) basati su semiconduttori, prodotti con metodi affini a quelli
impiegati nell'industria elettronica.
La conversione fotovoltaica. La luce è
composta da particelle energetiche: i fotoni.Quando un fotone colpisce gli
atomi di particolari materiali semiconduttori, come ad esempio il silicio, cede
energia ad uno degli elettroni che orbitano attorno a un atomo e lo rende
libero di allontanarsi (creando di conseguenza una lacuna positiva) e di
muoversi all'interno del materiale. Da questo momento, sia l'elettrone libero
sia il vuoto positivo (il protone non bilanciato) sono pronti per essere
riequilibrati. Per favorire e condurre il movimento delle cariche e creare una corrente elettrica, vengono
introdotti nel silicio atomi di altri materiali ( ad es. boro e fosforo), detti
"impurezze", disponibili a cedere o ad accogliere elettroni. Mettendo a contatto due sottili lamine
(TRASPARENTI ALLA LUCE) di
silicio elettricamente neutre,( una contenente impurezze di fosforo e l'altra
trattata con il boro), si costituisce un collegamento: la prima lamina cederà
elettroni alla seconda. Al termine del processo la lamina di fosforo rimarrà
impoverita di elettroni e quindi pronta ad accoglierne altri provenienti dai
fotoni della luce solare. Se quindi la giunzione è esposta al sole e collegata
ad un circuito elettrico esterno, in questo circolerà una corrente che
permetterà al dispositivo di funzionare con continuità e potrà essere
utilizzata come quella generata dagli altri sistemi.
Perchè scegliere il fotovoltaico?
1) Perché è una fonte di energia elettrica ecologica, non inquinante e rinnovabile;
2)Per la necessità, dal punto di vista economico e sopratutto ambientale, di un uso razionale
dell'energia e di un maggiore risparmio energetico;
3)Perché fra le varie tecnologie per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili, quella
fotovoltaica appare almeno nel lungo termine, la più promettente per la
produzione di energia elettrica, sopratutto in paesi come l'Italia, con alti
livelli di insolazione;
4)Perché il costo d'installazione di un sistema fotovoltaico è marginale nell'ambito
della realizzazione di nuovi edifici
5)Perché producono energia elettrica in prossimità del carico e quindi con "valore" superiore a
quello prodotto ai cavi delle centrali convenzionali (soggetti alle perdite di
carico dovute al trasporto e alla distribuzione);
6) Perché l'utilizzo di coperture di edifici od altre superfici non altrimenti utilizzabili,
come le facciate, porta ad evidenti vantaggi dal punto di vista dell'occupazione
del territorio. Tuttavia: fra tutti i fattori che determinano il grado di
penetrazione della tecnologia del fotovoltaico nel mercato energetico, il
costo degli impianti e dell'energia che essi producono è senz'altro uno
dei più importanti, se non il più importante. Infatti, dal punto di vista
dell'utente che può scegliere tra diverse fonti di energia, sia convenzionali
che rinnovabili, una buona parte dei vantaggi indiretti forniti dal
fotovoltaico - per esempio il suo bassissimo impatto ambientale - appaiono come
elementi secondari rispetto al problema centrale del costo. Sotto questo aspetto, il fotovoltaico appare
addirittura penalizzato rispetto alle fonti convenzionali: infatti, in assenza
di incentivi pubblici questo si trova a dover competere con tecnologie le quali, pur essendo più onerose in termini di
costi sociali, non addebitano tali costi all'utente, ma di fatto, tacitamente,
li scaricano sulla collettività.
Normativa vigente. Come detto
precedentemente, per lo sviluppo della tecnologia fotovoltaica, al momento
economicamente sconveniente, sono necessari degli incentivi economici. Gli incentivi nazionali sono presi in considerazione
nella normativa che segue.
- Legge n°10 del 9 Gennaio 1991: Norme
per l'attuazione del Piano Energetico Nazionale di uso razionale dell'energia,
di risparmio energetico e sviluppo delle fonti delle fonti rinnovabili di
energia; (aggiornamento della n° 308 del 29 Maggio 1982).
In particolare l’art.25-37: norme per il contenimento del consumo di
energia negli edifici pubblici e privati , riguardanti sopratutto la
progettazione, la messa in opera e l'esercizio di edifici con impianti ai fini
della minimizzazione del fabbisogno energetico;
- Provvedimento
CIP n°6 del 12 Maggio 1992: Normativa del Comitato Interministeriale
Prezzi che prevede contributi alle imprese produttrici e distributrici per l'emissione in rete di energia
elettrica prodotta da fonti rinnovabili o assimilate.
Ultimo incentivo in ordine di tempo è quello
considerato dal Decreto n°106 del 16 marzo 2001 ( Servizio IAR- c.106 del 16
marzo 2001 D.G.R. 10-2836 del 23 aprile 2001): che ha definito e avviato il
programma Tetti fotovoltaici che prevede la promozione
attraverso contributi pubblici in conto
capitale di impianti fotovoltaici collegati alla rete elettrica di
distribuzione in bassa tensione e integrati/installati nelle strutture edilizie
(ivi inclusi gli elementi di arredo urbano) e relative pertinenze, poste sul
territorio italiano;. Le domande per la partecipazione al bando devono
essere indirizzate alla Regione Piemonte, Settore Programmazione in materia
energetica entro e non oltre 60 giorni, decorrere dal giorno 1°ottobre
2001.
Approfondimento. In virtù degli incentivi portati dal Decreto n°106 del 16 marzo 2001, pareva
opportuno offrire ad ogni interessato al Programma alcune informazioni utili nella valutazione dei costi da
affrontare. Nella tabella che segue (realizzata da un'azienda del settore) compaiono i prezzi degli impianti, stabiliti
in base alla loro potenza. Questi prezzi , ammessi dal bando, si ottengono
moltiplicando per 15 Mlit ogni kWp e la
tabella contempla impianti con una potenza fino a 5 kWp. Si ricava quindi il contributo
di legge previsto del 75% e il complemento
necessario a carico del proprietario ( il restante 25%); è possibile anche
recuperare dall' IRPEF il 36% dei costi
effettivamente sostenuti, IVA compresa.
Importante!!! Va sottolineato che il prezzo del impianto
potrebbe essere anche superiore a 15,5
milioni di lire, ma il contributo del 75% è limitato al solo costo ammesso; pertanto
la quota superiore verrebbe pagata interamente dal proponente.
|
kWp
|
Prezzo
kit
|
+
quota installatore
|
Prezzo
impianto
|
Contributo
(75%) Min.Ambiente
|
A
carico del proprietario (D
IVA)
|
Recupero
36% IRPEF
|
|
1
|
13.500
|
2.000
|
15.500
|
11.620
|
3.880
(1.550)
|
1.950
|
|
1.5
|
17.900
|
5.350
|
23.250
|
17.400
|
5.810
(1.550)
|
2.930
|
|
2
|
25.500
|
5.500
|
31.000
|
23.250
|
7.750
(1.550)
|
3.900
|
|
2.5
|
31.00
|
7.750
|
38.750
|
29.060
|
9.690
(1.550)
|
4.880
|
|
3
|
35.500
|
11.000
|
46.500
|
34.870
|
11.630
(1.550)
|
5.860
|
|
4
|
51.000
|
11.000
|
62.000
|
46.500
|
15.500
(1.550)
|
7.810
|
|
5
|
62.000
|
15.500
|
77.5000
|
58.120
|
19.380
(1.550)
|
9.770
|
Esempi di costi per kit fotovoltaici fino a 5 kWp (in migliaia di lire).
Il proprietario dovrà presentare le fatture di spesa
pari al costo totale dell'impianto per ottenere il contributo di legge previsto. Qui di seguito, sono riportate in tabella le
principali normativa tecniche e le disposizioni legislative inerenti la realizzazione di un sistema fotovoltaico nelle fasi di
progettazione, costruzione e collaudo CEI,
EN E IAC.
Gli impianti.
Mediamente, un sistema fotovoltaico è composto da:
- moduli fotovoltaici
- un inverter
- un sistema d'accumulo dell'energia elettrica
- un sistema elettronico di controllo della carica degli accumulatori.
Un modulo fotovoltaico rappresenta l'assemblaggio di più celle solari (fotovoltaiche),
connesse in serie o in parallello,
atto a formare una struttura robusta
e
maneggevole. Nelle forme più diffuse, un modulo è costituito da 36 celle. La
potenza erogata da un modulo, che deve essere orientato nel modo più appropriato ( in modo da ottenere
le condizioni di "sole pieno" ), si aggira intorno ai 40-50 W. La tensione prodotta si
aggira attorno ai 18 V al punto di massima potenza e circa 21 V a vuoto e
l'efficienza di conversione è pari al 12-13%.
L'inverter è un dispositivo a controllo elettronico
che trasforma la corrente prodotta come continua dai moduli fotovoltaici, in
alternata, necessaria al funzionamento di gran parte delle apparecchiature
elettriche. Principalmente per le applicazioni nel fotovoltaico vengono
impiegati inverter di due tipi:
- a commutazione forzata: non richiedono la presenza della rete per il loro funzionamento;
- a commutazione naturale: impiegati negli impianti connessi alla rete e dove quindi la
frequenza di funzionamento viene determinata dalla rete stessa.
Il sistema di accumulo è rappresentato da batterie (dispositivi o accumulatori di tipo elettrochimico) che servono ad accumulare l'energia
prodotta in eccesso durante il giorno in modo da poterla utilizzare in seguito.
Gli accumulatori adatti per un impianto a fonte
rinnovabile dovrebbero possedere le seguenti caratteristiche tecniche:
- lunga durata
- elevata efficienza
- bassa manutenzione
- buona resistenza
- ridotta autoscarica.
Le batterie generalmente utilizzate nelle
applicazioni di potenza che presentano le caratteristiche sopra citate, sono
del tipo piombo-acido.
Negli impianti isolati, dove il fotovoltaico
costituisce l'unica fonte d'energia, servono ad assicurare la continuità di
alimentazione delle utenze. Il sistema viene progettato in base all'autonomia
energetica richiesta dall'utenza, cioè in modo da garantire un adeguato numero di ore di alimentazione del carico
anche in completa assenza di sole.
Infine gli accumulatori contribuiscono a stabilizzare la tensione d'uscita del generatore
fotovoltaico in misura sufficiente per molte applicazioni.
Il sistema elettronico di controllo della carica degli accumulatori ha il compito di proteggere le batterie da
sovraccarichi e da eccessive scariche in modo da aumentarne la vita utile e
farlo lavorare in un intervallo di tensioni adeguate all'utilizzo.
Le caratteristiche che deve presentare sono:
- affidabilità
- semplicità d'uso.
Il mercato offre una grande varietà di queste
apparecchiature che comunque si possono suddividere principalmente in base alla
corrente del generatore fotovoltaico:
per correnti inferiori a 30-40 A si impiegano regolatori compatti e
completamente elettronici; per generatori di taglia maggiore si ricorre a
regolatori a controllo elettronico ed attuazione elettromeccanica.
Gli impianti fotovoltaici e il privato.
In linea di massima, gli impianti fotovoltaici possono essere raggruppabili in due
macrocategorie : gli impianti isolati dalla rete (detti stand-alone o off-grid)
e gli impianti collegati alla rete elettrica ( detti grid- connected). Illustriamo
ora brevemente le due tipologie d'impianto.
Gli impianti isolati (o stand alone) si impiegano
normalmente per alimentare delle utenze difficilmente collegabili alla rete pubblica perché di ubicazione
particolare e per quelle con bassissimi consumi di energia, tali da non rendere
conveniente il costo d'allacciamento. In questi sistemi è necessario immagazzinare
l'energia elettrica per garantire la continuità dell'erogazione anche nei momenti
in cui non viene prodotta. Gli impianti isolati possono servire anche per
edifici utilizzati solo periodicamente, come case di campagna o edifici per la
villeggiatura. In definitiva, in caso di distanze dell'edificio
superiori a 3-4 Km dalla rete di distribuzione elettrica, risulta conveniente
l'installazione di un impianto fotovoltaico.
Gli impianti collegati alla rete (o grid-connected): con
la delibera n.121 del 23 settembre
1998, è sta richiamata l'attenzione delle società distributrici dell'energia elettrica affinché permettano a tutti
gli operatori che intendano produrre energia elettrica da fonti rinnovabili ,
di collegarsi con la rete pubblica. Tutto ciò è stato stabilito dall'Autorità per
l'Energia ed il Gas. Con questa decisione si da la possibilità ad ogni
operatore di vendere l'energia prodotta in eccesso alla Società
elettrica distributrice, ai prezzi stabiliti dall'Autorità medesima, e di
rifornirsi alla rete in continuo o nei
momenti in cui la quantità di energia auto-prodotta fosse insufficiente.
Tipologie di posa.
Per l'applicazione dei pannelli fotovoltaici si sono affermate due principali
tipologie di posa : la copertura piana e quella a falda inclinata .
Copertura piana : categoria di coperture più diffusa nei centri urbani di grandi dimensioni, soprattutto
negli edifici dal dopoguerra in poi. Si applica prevalentemente su edifici che
abbiano una struttura in cemento armato o acciaio sia mono che
multipiano.Questa tipologia è sicuramente la più versatile poiché non richiede
un orientazione.
Copertura a falda inclinata : categoria tipica di edifici appartenenti a centri urbani del nord ( o
comunque tutte le località con inverni rigidi e nevosi).Presenta un vantaggio
di inclinazione ottimale della superficie delle celle ottimale, favorendo
l'integrazione del sistema energetico all'interno dell'architettura. L'unico
difetto è rappresentato dall'obbligo di esposizione dovuto all'orientamento
inalterabile dell'edificio, per cui solo gli edifici che presentano
falda con orientamento a sud sono da considerare adatti ad alloggiare i sistemi
fotovoltaici.
Le coperture a falda inclinata possono ancora suddividersi in:
- sovrapposte alla copertura preesistente: questo sistema svolge unicamente una funzione
energetica, senza entrare nelle specifiche funzioni di protezione contro le intemperie dalla copertura a
tegole che, comunque, rimane inalterata. In confronto ad altre tecnologie,
questa è caratterizzata da un basso costo d'installazione, data la
possibilità di ricorrere ad una serie di componenti pre-assemblati che
richiedono di conseguenza una bassa manodopera;
- integrati nel rivestimento a tegole: questo sistema si differenzia da quello precedente
per il fatto che il rivestimento in tegole viene parzialmente sostituito dai
moduli fotovoltaico (tegole fotovoltaiche). In pratica questa
soluzione, oltre a consentire una maggiore integrazione estetica ed
architettonica nell'edificio, svolge, parzialmente, il ruolo funzionale di
protezione contro le intemperie tipico del rivestimento a tegola. Rispetto alla
tipologia precedente, questa è caratterizzata da un costo maggiore per
l'installazione, data la necessità di ricorrere a componenti non
standardizzati e ad una più impegnativa presenza di mano d'opera.
Questa soluzione integrata è consigliata nel caso in cui il
fabbricato sia compreso in zone soggette a vincoli di tutela architettonica o
il fabbricato presenti pregevoli caratteristiche che debbano essere conservate.

Nel caso siate interessati alla realizzazione di un impianto fotovoltaico , noi siamo in
grado di offrirvi servizi di progettazione e consulenza.
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