L'impianto elettrico "sano".
In
un'abitazione come in ogni edificio dove ci sia un impianto elettrico
e degli utilizzatori, esistono campi elettrici e magnetici di
sorta. Questo può sembrare un problema marginale agli occhi di
tanti ma, con il porsi alla ribalta "dell'allarme" inquinamento
elettromagnetico, tutto ciò ha finalmente assunto le giuste proporzioni.
I disturbi elettromagnetici che si generano in un locale, possono
provocare degli effetti sulla salute dell'uomo, effetti sul lungo
termine e nell'immediato. Gli effetti a lungo termine sono, come
documentato da importanti studi epidemiologici, forme tumorali
e leucemiche.
Questi però sono dovuti principalmente a lunghe esposizioni a
radiazioni ad alta frequenza. Gli emettitori ad alta frequenza
in un'abitazione possono essere televisori, stereo, forni a microonde,
mentre in ambienti di lavorativi, gli schermi dei computer. Per
quanto riguarda gli effetti nell'immediato, alcuni di questi sono
l'insonnia e il nervosismo. Tali disturbi si devono anch'essi
all'esposizione prolungata a radiazioni. Dette radiazioni però,
non sempre sono prodotte da fonti evidenti come quelle sopra citate,
ma da altre meno appariscenti, come i cavi elettrici e le prese
di corrente che passano un po' ovunque negli edifici. Si dimostrano
infatti particolarmente nocivi, quei cavi e quelle prese situati
dietro letti e divani, facenti parti d'ambienti lungamente frequentati
durante l'arco di una giornata.
Esistono soluzioni a questi problemi?
Le soluzioni esistono e sono le più svariate,
ma possiamo riassumerle in questi quattro provvedimenti:
- realizzare un impianto elettrico a "stella";
- evitare impianti o apparecchi non necessari;
- staccare la corrente, soprattutto nelle zone notte;
- mantenersi a distanza da apparecchi e linee elettriche;
- schermare impianti ed apparecchiature.
L'ultimo suggerimento, quello di schermare
gli impianti, rappresenta la soluzione estrema, da applicare quando
ci si trova nell'impossibilità di applicare le precedenti o nel
caso che queste non si siano dimostrate valide o sufficienti.
Per quanto riguarda la realizzazione di nuovi edifici, l'introduzione
di impianti già schermati rappresenterebbe un'ottima soluzione
preventiva, ma purtroppo, raramente viene considerata in fase
di progetto. Per fortuna però, nella maggior parte dei casi, qualche
modifica agli impianti elettrici esistenti è possibile, senza
ricorrere a grossi investimenti. Si può allora cercare di rendere
il vecchio impianto un impianto "sano" o almeno a "basso inquinamento"
in caso di edifici già esistenti, di realizzarne uno del genere
all'interno di progetti in opera.
Definiamo allora come impianto a basso inquinamento quello
dove i valori massimi di campo elettrico e magnetico stabiliti
dalla normativa non vengono oltrepassati. Questo può sembrare
una cosa scontata ma generalmente, gli impianti, vengono progettati
e realizzati seguendo le normative sulla sicurezza (norme CEI),trascurando
completamente il rispetto per questi parametri.
Nel caso siate interessati a liberare abitazioni
o edifici in generale dal problema dell'elettrosmog, noi siamo
in grado di offrirvi le seguenti prestazioni:
- Verifica dell'edifico : mappatura dell'edificio e
individuazioni delle possibili fonti d'inquinamento;
Misure:
realizzazione di misure in sito per la verifica delle effettive
fonti di "pericolo elettrosmog"
- Proposta di soluzioni: ricerca di possibili soluzioni
per il vostro problema;

- Progettazione di misure preventive: progettazione
a tavolino di impianti sicuri per edifici in costruzione.
- Prima tappa nella progettazione per il recupero di un impianto
elettrico gia realizzato è quella di fare un inventario dei
suoi costituenti.
Altro aspetto fondamentale è quello di stabilire i conseguenti
"disturbi" causati da questo.
Per semplificare il tutto è utile partire dal recuperare una
pianta dell'edificio e riportare stanza per stanza tutti gli
apparecchi elettrici, fonti d'illuminazione e interruttori.
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