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Il
progettista bioedile cerca di limitare al massimo le scelte tecnologiche
potenzialmente nocive senza pensare di dover risolvere da solo
i problemi che affligono l'umanità. Tra i punti di forza di questa
prospettiva si posiziona sicuramente la tendenza nel recuperare
l'esistente e nel limitare il nuovo, la riduzione degli sprechi
di energia, la semplificazione delle tecnologie costruttive, la
preferenza verso i materiali riciclabilie non tossici,l'utilizzo
di fonti di energia rinnovabili e pulita ed infine, la collocazione
di ampie zone verdi all'interno degli spazi edificati. Questo
impone di pensare in primo ordine, alla casa non più come ad un
contenitore di esseri umani, ma come la "terza pelle",
dell'uomo; come tale essa deve mantenere l'equilibrio tra ciò
che andrà a contenere e il luogo in cui è contenuta. In questo
modo, diventa possibile garantire il massimo benessere di chi
sta dentro e il massimo rispetto di chi sta fuori. "….l'architettura
bioecologica va intesa come un modo di salvaguardare il territorio
e l'ambiente, di creare fatti edilizi in armonia con l'uomo e
la natura, per conseguire il massimo benessere psicofisico ed
eliminare le fonti di inquinamento…" L'edificazione contribuisce
in modo diretto o indiretto, visto che rappresenta l'attività
umana a più alto impatto ambientale, alla devastazione del territorio
naturale. Essa inquina per l'uso di materiali dannosi nella produzione,
durante l'uso (rilascio radiazioni o emissioni) e nel disfacimento
(il caso amianto è quanto mai significativo in tal senso). La
scelta errata di materiali di isolamento caratterizzati da scarsa
aerazione e permeabilità creano microclimi interni all'abitazione
dannosi per la formazione di muffe e microrganismi. Nel caso opposto
portano all'aumento del fabbisogno calorico e quindi del consumo
energetico. Suoni e non rumori,profumi e non miasmi, armonia e
non ruvidezza, immagini di evoluzione e di non wealth desolazione
dovrebbero essere alla base delle nostre case e città. Tutto questo
è stato dimostrato nel corso degli anni dall'Organizzazione Mondiale
della Sanità (OMS) che, dopo approfondite analisi, ha stabilito
che l'inquinamento che si crea attualmente negli ambienti interni
è addirittura superiore a quello degli ambienti esterni. Sin
dal 1983, l'OMS ha riconosciuto una "sick building sindrome",
sindrome dell'edificio malato, e ha accuratamente descritto i
principali sintomi che ne possono derivare. L'edificio malsano
di cui stiamo parlando non è un tugurio grondante di umidità dai
muri e/o con poca luce; si tratta, invece di edifici nuovi o accuratamente
ristrutturati opportunamente impermeabilizzati e luminosi. La
stessa organizzazione ha rilevato come le cause principali dell'inquinamento
indoor possano essere ricondotte a moderne tecniche di costruzione
ed, in particolare vadano ricercate nelle emanazioni provenienti
da materiali isolanti artificiali, dalle vernici, dalle laccature,
dai diluenti e dagli impregnanti, così come dai rivestimenti sintetici
di pareti e soffitti. E' stato calcolato come circa 1/3 degli
edifici realizzati negli ultimi trent'anni nei paesi industrializzati
presentino problemi in grado di arrecare disturbi agli occupanti
e che circa il 40% dei materiali usati in edilizia sia potenzialmente
aggressivo. La conoscenza sulla dannosità delle innumerevoli singole
sostanze è alquanto scarsa ed è completamente sottovalutato il
rischio degli effetti combinati, difficilmente valutabili proprio
a causa dell'incolmabile numero di sostanze di derivazione petrolchimica
e dei loro derivati che sono alla base delle molteplici realizzazioni
della società contemporanea. Si è giunti così ad identificare
problematiche generate dalle moderne tecniche costruttive e dai
materiali utilizzati in edilizia e nell'arredo interno. Si è visto
inoltre che quasi sempre esiste una stretta correlazione tra materiale
non sano e materiale con notevole impatto ambientale. Questi sono
in definitiva i due cardini su cui verte la scelta e la classificazione
dei materiali e delle tecniche costruttive approvate e consigliate
in bioedilizia o edilizia sostenibile o edilizia bioecologica:
salute e ambiente. Le analisi portate a verifica sono di tipo
chimico, biologico, e di inquinamento ambientale. Su quest'ultimo
aspetto si è sviluppata la cosiddetta Life Cycle Analisysis (
analisi del ciclo di vita del prodotto) che porta a verificare
con un 'indagine molto complessa l'intero ciclo vitale del materiale,
dal suo approvvigionamento, alla sua lavorazione, alla sua distribuzione
e al suo smaltimento finale, sempre in relazione all'inquinamento
indotto sull'ambiente. E' quindi importante che soprattutto i
materiali ed i componenti edilizi di finitura, collanti ,vernici,
pitture, rivestimenti, pavimenti, controsoffittature, arredi,
trattamenti per legno e di pulizia, ecc, siano dei prodotti controllati
dal punto di vista chimico e biologico. L'effetto sulla salute
dei prodotti a rischio può essere dovuto a :
- Rilascio di emissioni inquinanti
come:
-composti organici volatili (V.O.C.) presenti allo stato di
vapore sospeso nell'aria in miscele spesso complesse (alcani
terpeni, idrocarburi aromatici, clorurati, aldeidi, ..) originati
da vernici, impregnanti, truciolati, compensati, isolanti in
fibra di vetro, rivestimenti plastici, schiume poliuretaniche,
tappezzerie, ecc. gli effetti più frequenti sono relativi ad
irritazioni dermatologiche, squilibri neurocomportamentali e
neurofisici, intossicazioni del fegato, sospetta cancerosità.
-formaldeide, presente nell'aria con un odore caratteristico
originato dalle resine chimiche utilizzate per l'incollaggio
di truciolati e compensati. E' anche presente all'interno di
schiume isolanti, collanti per carta e rivestimenti, tessuti
sintetici per moquettes, tende, ecc. gli effetti più significativi
riguardano irritazioni agli occhi, naso, gola, pelle alle vie
respiratorie e cambiamenti comportamentali (sonnolenza, cefalea,
distrazione, nausea,..) -pentaclorofenolo, gas scarsamente volatile
e persistente proveniente dai trattamenti per il legno (fungicidi),
da arredi, carta, pellami: ha effetti sull'equilibrio neurologico
e infiammatorio sulle mucose e sulla pelle.
- Fibre aerodiffuse: -amianto,
materiale fibroso di origine naturale, a seguito della legge
27/3/1992 n° 257 i componenti edilizi contenenti amianto non
possono più essere commercializzati -lane di vetro-lane di roccia
e simili, prodotti fibrosi artificiali inorganici, utilizzati
soprattutto nella produzione di isolanti termoacustici sono
stati classificati nel 1988 come potenzialmente cancerogeni
dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (I.A.R.C.).
l'azione inquinante è anche di tipo indiretto perché in materiali
molto porosi non igroscopici e non permeabili all'aria e al
vapore possono favorire il proliferare di bio-contaminanti
- Scegliere tecniche costruttive e tecniche
di posa che favoriscano l'assemblaggio a secco ed evitando
l'uso di collanti e sigillanti chimici
- Verificare che materiali e componenti
edilizi non contengano gas "radon" che è un elemento gassoso
incolore e inodore molto nocivo derivante dal decadimento dell'uranio
238 né altre sostanze radioattive
- Sceglire materiali e componenti edilizi
possibilmente naturali o comunque contenenti sostanze chimiche
con effetti conosciuti e presenti in numero contenuto
- I prodotti edilizi incidono non solo
sulla qualità dell'aria interna ma anche sul confort abitativo
a livello di :
- Microclima (temperatura interna,
umidità relativa, inerzia termica,..)
- Clima elettromagnetico (magnetismo
e ionizzazione naturale, elettromagnetismo indotto)
- Radiazioni telluriche e radiazioni
e radiazioni cosmiche
Per quanto riguarda il clima elettromagnetico
interno andrà verificato che:
- Materiali e componenti edilizi non
modifichino il campo magnetico ed elettrico naturale; questo
campo è di tipo stazionario e subisce variazioni solo in particolari
condizioni atmosferiche e telluriche
- Materiali e componenti edilizi non
modifichino la ionizzazione naturale dell'aria, caricando positivamente
o negativamente attraverso le sostanze chimiche in essi contenute,
le molecole di gas che compongono l'aria.
- Impianti elettrici, antenne e ripetitori
TV e di telefonia cellulare, non producano rischi espositivi
ai campi elettromagnetici indotti superiori ai limiti consigliati
a livello europeo per campi elettromagnetici a bassa frequenza
(50-300Hz): con valori inferiori a 500V/m ( per l'intensità
di campo elettrico) e con valori inferiori a 0.2 Microtesla
(per l'intensità del campo magnetico); per campi elettromagnetici
ad alta frequenza (300Khz - 300Ghz) : con valore di campo elettromagnetico
inferiori a 6W/m
E' inoltre da prevedere che materiali
e componenti non costituiscano uno sbarramento o deviazione al
passaggio delle radiazioni provenienti dal cosmo composte da particelle
ad altissima energiche interagiscono con le molecole dell'aria
dell'alta atmosfera e si propagano verso terra. Queste radiazioni
hanno un effetto positivo sulla vitalità dell'organismo umano.
In sintesi questi sono le caratteristiche richieste ai materiali
bio-edili
- Igroscopicità e traspirabilità
- Antistaticità e ridotta conducibilità
elettrica
- Assenza di emissioni nocive
- Resistenza al fuoco
- Assenza di fumi nocivi e tossici
in caso di incendio
- Stabilità nel tempo, inattaccabilità
da muffe, insetti e roditori
- Assenza di radioattività · Elevata
inerzia termica ·
- Provenienza da risorse rinnovabili
o riciclate
- Biodegradabilità o riciclabilità
- Provenienza da processi produttivi
il più possibile esenti da nocività per i lavoratori e di ridotto
impatto ambientale
- Gradevolezza al tatto alla vista
all'olfatto.
In conclusione si dovrà tener conto
nella produzione dei materiali e dei componenti edilizi , sia
della loro sostenibilità ambientale durante l'intero ciclo di
vita che della loro sostenibilità in relazione alla salute e al
benessere interno in fase di utilizzo. Il prof. Schneider, dell'istituto
fur Baubiologie und Oekologie di Neubeuern, primo personaggio
della ripresa del pensare all'architettura in modo globale, ha
sinteticamente elencato i requisiti ai quali attenersi nella progettazione
e costruzione di edifici bioecologici . Le venticinque regole
che seguono enunciano i principi fondamentali per costruire,abitare
e insediare in modo sano:
- Assenza di perturbazioni geobiologiche
(campi magnetici sotterranei , correnti idriche…) per il terreno
su cui sorgerà la costruzione
- Idonee distanze degli edifici adibiti
ad abitazione da centri industriali o grandi correnti di traffico
- Idonee distanze (a prevalenza di verde)
tra gli edifici per abitare
- Progettazione e realizzazione di insediamenti
ed edifici per abitare a misura d'uomo che favoriscano la formazione
di comunità
- Utilizzo di soli materiali da costruzione
e tecnologie sani, non sofisticati
- Utilizzo di materiali igroscopici
per favorire la naturale regolazione dell'umidità ambiente
- Pareti permeabili alla diffusione
del vapore
- Pareti esterne capaci di filtrare
e neutralizzare agenti tossici dell'atmosfera
- Equilibrio delle caratteristiche termiche
(accumulazione, coibenza, smorzamento)
- Temperature superficiali e temperature
ambiente ottimali
- Riscaldamento radiante con massima
utilizzazione dell'energia solare
- Tempi brevi di asciugamento della
costruzione
- Presenza di odori gradevoli provenienti
da materiali sani (legno,mattone, cera, ecc) assenza di vapori
tossici e "odori forti"
- Colori, illuminazione, luce, a elevata
prevalenza naturale
- Smorzamento di eventuali vibrazioni
e rumori mediante accorgimenti costruttivi
- Assenza di radioattività nei materiali
da costruzione
- Conservazione del naturale campo elettrico
dell'aria e della ionizzazione fisiologica nei locali
- Assenza di modifiche del campo magnetico
naturale
- Assenza di campi elettromagnetici
indotti da installazioni non schermate
- Assenza di influssi artificiali sulle
radiazioni cosmico terrestri
- Impiego delle nozioni di fisiologia
nell'arredamento e nelle forme dei locali
- Rispetto di misure, proporzioni e
forme armoniose
- Utilizzo di materiali bio-eco-compatibili,
a basso consumo energetico, non inquinanti nell'intero ciclo
di vita dalla produzione allo smaltimento
- Utilizzo di materiali che non impoveriscano
le risorse di materie prime in via di esaurimento
- Progettazione tesa ad evitare conseguenze
sociali dannose
Approfondimenti:
· la questione energetica
· materiali da costruzione e inquinamento indoor

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