Il riconoscimento del primato della natura destruttura la visione
tecnocentrica dell’architettura e la sua presunzione di
autoreferenzialità, riportando la tecnologia a confrontarsi con i
vincoli e le potenzialità dell’ambiente naturale.Parliamo
quindi di una edilizia consapevole, di una architettura integrale
che ri-vela la connessione esistente con altre materie in un
quadro globale di correlazioni: geobiologia
dei siti, idoneità dei materiali, condizioni climatiche
dell’abitazione, situazione bioelettrica, problematica degli
impianti di riscaldamento ed elettrici, importanza della
diffusione e igroscopicità, irraggiamento cosmico e terrestre,
radioattività di materiale e costruzioni finite, problemi
connessi al trattamento e protezione delle superfici dei
materiali, psicologia e fisiologia dell’abitare.
Diventa
necessario, a nostro avviso, dare alcune e concise definizioni ,
per orientarsi nella giungla delle nuove terminologie:
- ARCHITETTURA: arte del cotruire
- BIO: a favore della vita
- ECO: in equilibrio con l'ambiente
- LOGICA: intelligente/razionale
- NATURALE: secondo natura, che impara dalla natura
- SOSTENIBILE: che soddisfa i bisogni dell'attuale generazione
senza limitare i sogni di quelle future
- COMPATIBILE: che l'organismo umano e la natura possono sopportare
Cos'è la progettazione bioclimatica? La progettazione bioclimatica richiede l’attenzione
da parte del progettista allo stretto rapporto che esiste tra la casa e il
clima, tra la casa e il luogo che l’accoglierà. Questo binomio casa clima, casa
ambiente in cui viene inserito, non è una delle scoperte o invenzioni frutto
della moderna tecnologia, ma la riscoperta di quel vasto bagaglio di conoscenze
del passato, e di quella saggezza popolare che ha contraddistinto le civiltà da
oriente a occidente con realizzazioni che tutti ammiriamo con entusiastica
partecipazione. L’edilizia bioclimatica nasce dall’esigenza di
realizzare edifici che siano in rapporto con il clima e che funzionino come
organismi che autoregolano le proprie prestazioni rispetto all’ambiente esterno
(ad esempio attraverso un involucro selettivo in grado di gestire in modo
dinamico i flussi di calore ed energia).
Caratterizzano le nostre
latitudini alcune tipologie ad uso residenziale-agricolo come i trulli pugliesi ed i dammusi dell’isola di Pantelleria.
Il trullo è associato spesso ad una vasca
d’acqua di accumulo sottostante che garantisce un buon raffrescamento estivo,
di circa 6-7°C rispetto alla temperatura esterna, connesso anche alla
ventilazione attraverso le forature della pseudo cupola ed al colore chiaro (calce) della superficie
esterna della copertura conica. La forma a pianta compatta e le coperture
coniche costituiscono un buon compromesso tra il radicamento al suolo/difesa
dalla radiazione e i guadagni solari. Il rapporto con il sito è di integrazione
con le strutture di muratura, a secco che servono a riparare dai venti freddi
invernali anche il trullo isolato. Il dammuso è una tipologia caratteristica
dell’isola di Pantelleria; la forma è compatta con possibilità di aggregazione
di più moduli, l’orientamento è tale da offrire la minor superficie al vento
dominante (nord-est) , il rapporto con il costruito è di non contiguità, in
relazione al clima molto ventoso, ed esiste una straordinaria simbiosi climatica
costruito-vegetazione, testimoniata ad esempio, dalla protezione anche di
singole piante tramite un muro di pietre a secco in funzione di frangivento.
Tra i sistemi di condizionamento termico più utilizzati
nell’architettura bioclimatica vi è quello che sfrutta il beneficio prodotto
dalle serre solari (winter-garden). Si tratta di un sistema costituito da uno spazio chiuso separato dall’ambiente
esterno mediante pareti vetrate, che accresce il contributo della radiazione
solare trasformata in energia termica e immagazzinata all’interno del volume
della serra solare, calore che spesso viene scambiato con “camere d’aria
d’accumulo realizzate sotto il solaio di calpestio rialzato. Spesso delle ventoline
migliorano lo scambio d’aria tra i locali che si affacciano sul winter-garden.
E’ compito quindi del progettista moderno, attento alle esigenze del buon e sano vivere
riportare alla luce le conoscenze del passato avvalersi dei supporti e degli studi moderni per svolgere il proprio
lavoro in maniera responsabile, responsabile nei confronti della salute e della
dignità e benessere dei propri simili.
Solo in questo modo le nozioni teoriche si trasformano
rapidamente in esperienze pratiche.
L’attenzione viene posta non
soltanto al singolo edificio o all’intero insediamento urbano, ma all’intorno
topografico e geografico, alla sua morfologia, ai suoi materiali che lo
caratterizzano ivi compresa la vegetazione. In questo senso, la
progettazione dell’architettura bioclimatica risulta particolarmente complessa,
non solo per la maggiore quantità di variabili che entrano nell’iter progettuale, ma anche, e soprattutto, per i rapporti che legano fra loro le
variabili stesse, per la quantità e la qualità dei problemi da risolvere, per
le possibilità fra loro collegate che si offrono al progettista per risolvere problemi. Non crediamo si possa
parlare di Architettura Bioclimatica come di un “ricettario” di buona
architettura, in quanto il linguaggio dell’architettura è e rimane soggettivo. La qualità del prodotto finale dipenderà dalla
capacità del progettista di tradurre in elementi formali, in espressioni
architettoniche appropriate il rapporto edificio-ambiente.
“La norma”, necessaria ad
assicurare standard di minimi di sicurezza, di igene, di funzionalità, etc
nell’architettura bioclimatica non deriva da fonti esterne, è insita nell’atto
stesso della progettazione è una norma di comportamento per il raggiungimento
di obiettivi precisi trovano loro fondamento dall’esame obiettivo dell’ambiente
NATURA ,ambiente COSTRUITO, EDIFICIO. Il progettista quindi non
trascura più argomenti come la climatologia la meteorologia temi che assumono
un ruolo significativo nel rapporto casa-ambiente. L’ambiente costruito e
l’edificio pongono numerosi problemi comuni ed omogenei tanto che risulta molto
interessante la sostanziale unità fra urbanistica e architettura nel campo
bioclimatico (di particolare interesse risultano gli studi condotti dal comune
di Torino per il recente insediamento nella zona nord dei quartieri denominati
E27, E29).
Fattori significativi per una progettazione bioclimatica.
Ai fini della progettazione edilizia-urbanistica in generale ed in
particolare di quella bioclimatica, i sistemi climatici di interesse specifico
sono il microclima ed il clima locale. Infatti le caratteristiche del
microclima e del clima locale dovrebbero condizionare fortemente le scelte
progettuali finalizzate al confort e al benessere ambientale. Preoccupazioni queste di cui
si è tenuto conto sin dalle civiltà più antiche, significative in tal senso le
torri del vento in Medio Oriente, le camere dello Scirocco in Sicilia tutte
strategie per captare il vento dominante ed ottenere il conseguente
raffrescamento degli ambienti abitativi. Per citare alcuni esempi italiani
antichi: nella villa di Adriano a Tivoli, i cortili e le stanze venivano
orientati a seconda delle diverse esigenze termiche estive ed invernali, nelle
ville di Costozza in Veneto, costruite a partire dal 1550, un interessantissimo
sistema di raffrescamento sfrutta
l’aria fredda proveniente da grandi cavità sotterranee “covoli” situate
all’interno delle colline, in cui sorgono le ville; il noto trullo pugliese,
sfrutta la capacità termica dei materiali dell’involucro edilizio per mantenere
quasi costante la temperatura interna. Quindi è sufficiente è
sufficiente un veloce sguardo alle strategie architettoniche popolari applicate
nel passato per renderci conto che i principi bioclimatici non sono affatto
nuovi. Infatti davanti alla
scarsità di risorse energetiche e alla limitazione tecnologica, l’unico modo in
cui l’uomo poteva proteggersi dalle condizioni climatiche avverse era
attraverso l’architettura stessa. Di qui il bisogno di “pensare globalmente e
agire localmente”. Si può intendere, quindi, per architettura
bioclimatica, quel complesso di soluzioni progettuali che consentono di
assicurare, all’interno di un edificio il mantenimento di condizioni di confort
ambientale, inteso come soddisfacimento dei requisiti di controllo del
microclima interno degli edifici, dell’illuminazione naturale degli stessi, limitando
al minimo gli interventi degli impianti o che comportano consumi energetici da
fonti convenzionali. Tale architettura affida in modo prevalente alla
struttura, alla conformazione dell’edificio, al suo orientamento e al contesto
climatico in cui viene realizzato il compito di captare o inviare le radiazioni
solari e di sfruttare il microclima locale.

Nel caso siate interessati a ottenere una valutazione in termini bioclimatici e
biedili o una consulenza per la ristrutturazione della vostra casa noi possiamo
fornire:
- Verifica dell'edifico : al fine di definire
l’intervento più adatto e l’uso dei materiali più consoni alla realizzazione
del confort abitativo commisurato alle vostre esigenze
- Misure: realizzazione di misure in sito per la verifica della fattibilità degli
interventi in rispondenza alle esigenze normative
- Proposta di soluzioni: ricerca di possibili soluzioni per il vostro
problema
- Progettazione: in chiave bioclimatica dell'edificio.
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